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“Il voto
agli immigrati non è nel programma di governo del PdL, né
nei pensieri di Alleanza Nazionale.”
Il Deputato
pavese Carlo Nola (An-PdL) commenta con poche e
inequivocabili parole la querelle estiva aperta dal Pd nel
vano tentativo di intorbidare le acque di una maggioranza
che procede a gonfie vele.
“La
risposta di Fini a Veltroni andava considerata come un
contributo al dibattito – afferma Nola - e non come un
atto di un indirizzo di una maggioranza che oggi, al
contrario, è compatta nel ritenere impraticabile una strada
del genere.”
“Le leggi
ci sono e io considero più che giusto legare il diritto di
voto allo status di “cittadino” che si ottiene al
termine di un percorso di integrazione, che duri almeno
dieci anni, , e non può mai essere la scorciatoia per
diventare italiani.”
Il
presidente della Camera aveva puntualizzato che "è
possibile riconoscere il diritto di voto amministrativo agli
immigrati se vengono rispettati alcuni doveri: avere un
lavoro, un domicilio, rispettare le leggi, pagare le tasse e
dimostrare con i fatti di volersi integrare".
“Le
parole di Fini rappresentavano le condizioni minime per
aprire un dibattito ma il leader del Pd non ha resistito
alla tentazione di speculare. E allora – conclude il
parlamentare di A.N. – poche e chiare parole per ricordare
agli smemorati che di voto
agli immigrati, seppure solo alle elezioni amministrative,
non ne vogliamo neppure parlare: alle
elezioni italiane votano solo i cittadini italiani,
alle elezioni pavesi votano solo i pavesi. E su questo il
centro destra non potrebbe essere più compatto. Più chiari
di così!”
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