VOTO AGLI IMMIGRATI. 

DA NOLA (AN-PdL) CHIUSURA TOTALE

intervista a Carlo Nola - "Il Punto" del 9 settembre 2008

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“Il voto agli immigrati non è nel programma di governo del PdL, né nei pensieri di Alleanza Nazionale.”

Il Deputato pavese Carlo Nola (An-PdL) commenta con poche e inequivocabili parole la querelle estiva aperta dal Pd nel vano tentativo di intorbidare le acque di una maggioranza che procede a gonfie vele.

“La risposta di Fini a Veltroni andava considerata come un contributo al dibattito – afferma Nola - e non come un atto di un indirizzo di una maggioranza che oggi, al contrario, è compatta nel ritenere impraticabile una strada del genere.”

“Le leggi ci sono e io considero più che giusto legare il diritto di voto allo status di “cittadino” che si ottiene al termine di un percorso di integrazione, che duri almeno dieci anni, , e non può mai essere la scorciatoia per diventare italiani.”

Il presidente della Camera aveva puntualizzato che "è possibile riconoscere il diritto di voto amministrativo agli immigrati se vengono rispettati alcuni doveri: avere un lavoro, un domicilio, rispettare le leggi, pagare le tasse e dimostrare con i fatti di volersi integrare". 

“Le parole di Fini rappresentavano le condizioni minime per aprire un dibattito ma il leader del Pd non ha resistito alla tentazione di speculare. E allora – conclude il parlamentare di A.N. – poche e chiare parole per ricordare agli smemorati che di  voto agli immigrati, seppure solo alle elezioni amministrative, non ne vogliamo neppure parlare: alle  elezioni italiane votano solo i cittadini italiani, alle elezioni pavesi votano solo i pavesi. E su questo il centro destra non potrebbe essere più compatto. Più chiari di così!”